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Omicidio a Capodimonte: Melaragni agli arresti domiciliari
 (del 05/02/2008 in Cronaca)

L’imprenditore aveva subito una rapina con violenza sessuale, lo scorso ottobre

di Stefania Moretti

manetteVITERBO – Arresti domiciliari per Settimio Melaragni.Lo ha deciso il Gip Mautone, dopo l’interrogatorio di sabato 2 febbraio all’imprenditore accusato di omicidio che, attualmente, si trova a casa della madre.

I nuovi elementi emersi potrebbero confermare la ricostruzione di Melaragni. L’uomo, infatti, riguardo al delitto, aveva dichiarato di essere stato svegliato di soprassalto dall’allarme di casa sua, che ha iniziato a suonare.

Nel buio e nel trambusto, non ha riconosciuto la sua donna, Daniela Nicoleta Hatmanu, l’ha scambiata per un ladro e perciò ha sparato.

Pare che Melaragni avesse acquistato la Beretta 9 per 21 con cui ha fatto fuoco, a seguito di una rapina nella sua abitazione, avvenuta lo scorso ottobre.

Due romeni, dopo essersi introdotti in casa sua per rubare, lo hanno drogato e violentato. Le cartelle cliniche dell’ospedale Belcolle confermano la violenza sessuale a danno dell’imprenditore.

Melaragni aveva preferito non sporgere denuncia per una questione di riservatezza. Ma era rimasto profondamente scosso dall’accaduto e il fatto che avesse comprato una pistola che teneva carica accanto al letto, ne è la prova più lampante.

«Si è trattato di una tragica fatalità - continua a ripetere Walter Billi, l’avvocato difensore di Melaragni - Non si comprende che cosa possa essere accaduto in poche ore per spingere il mio cliente a tanta violenza. A questo punto mi sembra che manchi il movente per l’imputazione di omicidio volontario».

Il fatto stesso che la vittima sia stata trovata nuda sottolinea l’intimità tra lei e l’imprenditore, un’intimità incompatibile con un litigio violento e improvviso.

Gli indizi in mano agli inquirenti, dunque, confermerebbero la versione di Melaragni, almeno per il momento.

L’avvocato Billi ha piena fiducia nel fatto che «il capo d’imputazione possa, a questo punto, essere derubricato da omicidio volontario a colposo».

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