conivar banca cattolica arcobaleno
No al razzismo. Manifestazione Nazionale Antirazzista a Roma il 17 ottobre 2009
 (del 16/10/2009 in Eventi)

L'Arci in piazza per fermare il razzismo

ORVIETO - Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo e per i diritti dei migranti. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo: il primo omicidio di stampo razzista della storia della Repubblica italiana.
A venti anni di distanza, il razzismo non solo non è stato sconfitto, ma è penetrato nel linguaggio pubblico e privato, nella cultura e nei comportamenti quotidiani di tanta parte di questo Paese.
Il vento dell'intolleranza e del rancore soffia anche dall'alto, dai palazzi del potere.
La legge 94, il pacchetto sicurezza, approvati dalla maggioranza che ci governa, sanciscono infatti la criminalizzazione di tutti i migranti, premessa di una vera e propria persecuzione di massa.
Le conseguenze sono e saranno sempre più drammatiche.
La nostra democrazia, fondata sul rispetto dei diritti di ogni essere umano, subisce una ferita profonda.
Occorre prendere voce, fermare lo scempio dei principi affermati nella nostra Carta Costituzionale, frutto della lotta di liberazione dal regime nazi-fascista.
E' necessario impedire che l'orologio della storia torni indietro, demolendo secoli di civiltà giuridica.
Serve una forte mobilitazione delle coscienze, una assunzione generale di responsabilità.
Milioni di persone di origine straniera che hanno scelto l'Italia per costruire il loro futuro e quello dei loro figli non devono essere lasciati soli di fronte alla discriminazione e al razzismo.
Scendere in piazza in tanti e tante il 17 ottobre per dar vita a una grande, unitaria e plurale manifestazione di popolo può rappresentare un primo importante segnale di cambiamento.
> Per fermare il razzismo
> Per l'abrogazione del pacchetto sicurezza
> Per fermare i respingimenti in mare
> Per la regolarizzazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici stranieri presenti nel Paese
> Per garantire ad ogni persona dignità e uguali diritti
> Per difendere la nostra democrazia.
www.17ottobreantirazzista.org

Un appello di intellettuali, artisti e giuristi a difesa dei diritti dei migranti e di sostegno al 17 ottobre

Un appello di intellettuali, artisti e giuristi a difesa dei diritti dei migranti, con l'auspicio che la manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre sia un grande appuntamento di popolo.
Dal premio Nobel Dario Fo al giurista Stefano Rodotà, dagli scrittori Antonio Tabucchi e Andrea Camilleri agli editori Inge e Carlo Feltrinelli, da Livio Perpino e Guido Neppi Modana a Luigi Ciotti, Da Fiorella Mannoia e Moni Ovadia a Erri De Luca e Giorgio Bocca,: sono solo alcuni di coloro che hanno sottoscritto l'appello in difesa dei diritti dei migranti, contro il reato di clandestinità, per salvaguardare i valori di uguaglianza e solidarietà che stanno alla base della nostra Costituzione.
Un appello promosso a pochi giorni dalla manifestazione nazionale antirazzista che si terrà a Roma il prossimo 17 ottobre, a cui, ad oggi, hanno aderito 367 organizzazioni sociali e politiche, testate giornalistiche, singole personalità (l'elenco, in continuo aggiornamento, sul sito www.17ottobreantirazzista.org).
I sottoscrittori dell'appello si augurano che il 17 ottobre la manifestazione sia animata da una grande e unitaria partecipazione, per dare voce e visibilità a quella parte del paese che vuole fermare il razzismo dilagante e difendere la democrazia.
Di seguito il testo dell'appello con le prime firme.
LA DIFESA DEI DIRITTI DEI MIGRANTI È DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
L'introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della detenzione amministrativa e l'ulteriore limitazione della possibilità per i migranti di accedere a servizi fondamentali accentuano in maniera drammatica la curvatura proibizionista e repressiva delle politiche migratorie del nostro Paese.
Ad essere travolti sono i principi fondamentali di eguaglianza e di solidarietà che costituiscono il cuore della nostra carta costituzionale.
Punendo la condizione di irregolarità in quanto tale - e senza prevedere vie praticabili di uscita da tale situazione - si crea nel sentire collettivo l'immagine del migrante come nemico nei cui confronti tutto è lecito e possibile, anche la delega della sicurezza pubblica ai privati, organizzati in ronde e organizzazioni consimili.
Così si apre la strada - come molti fatti di questi giorni dimostrano - a una società razzista, dominata dall'intolleranza e dall'odio.
Il nostro Paese ha già vissuto la vergogna delle leggi razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo.
È lo stesso sistema democratico nato dalla Resistenza contro il fascismo e scritto nella Costituzione ad essere in pericolo.
A fronte di ciò è necessaria una reazione forte e consapevole che coinvolga le coscienze individuali e collettive, i cittadini e le organizzazioni democratiche nella loro pluralità e differenza. Occorre dare visibilità a chi crede nella giustizia, nella uguaglianza, nella pari dignità di tutti. Occorre impedire che il razzismo dilaghi alimentando, per di più, il senso di insicurezza e di paura. Occorre che i migranti, venuti in Italia per costruire il loro futuro e quello dei loro figli trovino nel nostro Paese valori di giustizia, di accoglienza e di solidarietà.
Per questo ci auguriamo che la manifestazione nazionale antirazzista, promossa per il 17 ottobre a Roma da un larghissimo schieramento di forze sociali e politiche, sia animata da una grande, plurale e unitaria partecipazione.
Fermare il razzismo, modificare la disciplina dell'immigrazione, assicurare la possibilità di soggiorno e il godimento dei diritti sociali, civili e politici alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri rappresentano una priorità per salvare la nostra democrazia.
Simonetta Agnello Hornby
Stefano Benni
Giorgio Bocca
Andrea Camilleri
Luigi Ciotti
Cristina Comencini
Erri De Luca
Carlo Feltrinelli
Inge Feltrinelli
Luigi Ferrajoli
Dario Fo

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa