"Dopo diversi anni che non partecipavo a manifestazioni a Roma ho deciso di essere presente sabato 5 alla manifestazione "No-B day""
di Paolo Borrello
ORVIETO - Dopo diversi anni che non partecipavo a manifestazioni che si tengono a Roma, a carattere nazionale, ho deciso di essere presente sabato 5 alla manifestazione "No-B day. Non so se vi interessa saperlo, ma lo scrivo ugualmente, l'ultima grande manifestazione a cui partecipai fu, agli inizi degli anni '80, contro la decisione del governo di allora di installare a Comiso i missili che dovevano "mettere paura" a Gheddafi. La ricordo quella manifestazione perchè veramente in quel caso furono alcuni milioni i partecipanti e fu per me entuasiasmante, avevo all'incirca 25 anni, soprattutto l'arrivo in piazza del Popolo della testa del corteo, in cui mi ero infilato. Sono passati molti anni, non ho partecipato più a manifestazioni di piazza a Roma per vari motivi, uno dei quali è stato rappresentato dal fatto che spesso le manifestazioni a cui avrei potuto partecipare erano del tutto rituali.
Ora dopo tanti anni, di nuovo in piazza. Ci sarà un motivo? Certo e proverò a spiegarvelo dopo aver riportato l'appello che al momento di convocare il "No-B day" è stato diffuso dai promotori (l'appello è contenuto come altre informazioni sul sito www.noberlusconiday.org.
"Il comitato 'No Berlusconi Day', nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il testo dell'appello
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto 'Fair Play' di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra 'una dittatura'- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte".
Io i contenuti della manifestazione li condivido solo in parte.
Fare riferimento, anche se non esplicitamente, all'esistenza in Italia di una dittatura, mi sembra sbagliato, pur criticando fortemente anche io quella che definirei l'"escalation" di Berlusconi il quale sempre di più tende a governare tenendo presenti in primo luogo, tutto il resto viene dopo, i propri interessi personali, soprattutto la sua situazione giudiziaria. Le leggi ad personam, tra quelle che sono state approvate e quelle che si vorrebbe approvare, ormai sono diventate molte e questo non è più accettabile e pertanto è più che giustificato chiedere le dimissioni del presidente del consiglio.
Del resto più volte, per altri motivi, quando era presidente Prodi, il centro destra, allora opposizione, ha chiesto le sue dimissioni. Quindi non credo che ci sia nulla di strano se un movimento politico, peraltro nato dal "basso", chieda le dimissioni dell'attuale premier, che ripeto condivido anche io.
Vorrei spiegare i motivi che mi hanno indotto a partecipare al "N-B day" anche perchè tali motivi potrebbero indurre qualcuno dei miei lettori a comportarsi come me (oggi mi sento particolarmente influente e presentuoso...).
Innanzitutto mi è sembrato molto interessante il modo in cui è nata questa manifestazione: un gruppo di blogger, per la gran parte giovani, hanno avuto l'idea di questa giornata di protesta, poi diffusa tramite facebook (il gruppo appositamente costituito ha raggiunto in pochi giorni circa 300.000 adesioni).
Mi sembra quindi il primo importante esempio in Italia di come la Rete, anche in modo piuttosto non organizzato senza promotori iniziali di rilievo, possa influire sulla politica, fino a realizzare una manifestazione a cui molto probabilmente parteciperanno in moltissimi, tanto che si è deciso che il corteo terminerà a Piazza San Giovanni e non a Piazza del Popolo, come previsto all'inizio, perchè quest'ultima piazza sarebbe stata molto probabilmente troppo piccola.
E ' piuttosto noto che in Italia la capacità dei blog, dei social network, di incidere sulla politica è molto più ridotta rispetto a quanto avvenuto in altri Paesi come ad esempio gli Stati Uniti, Paese nel quale si sostiene a ragione che a determinare la vittoria di Obama abbia contribuito non poco la blogosfera, i social network, soprattutto twitter.
Quindi il modo in cui è nata la manifestazione del 5 dicembre induce a ritenere che qualcosa stia cambiando anche in Italia nelle relazioni tra Rete e politica ed io questo cambiamento lo considero positivo.
Certo non basta questo per decidere di aderire al N-B day.
Io personalmente ho sempre pensato che per chi vuole sconfiggere Berlusconi non sia sufficiente l'anti-berlusconismo, nel senso che è più che legittimo criticare Berlusconi, come peraltro qualunque altro premier, anche duramente, ma non è sufficiente far questo.
Occorre presentare agli elettori un'alternativa di governo credibile, basata sull'elaborazione di proposte tendenti ad affrontare i problemi concreti del nostro Paese, e che sia promossa da soggetti credibili, da esponenti politici, da partiti, da movimenti, che nei loro comportamenti concreti si differenzino nettamente dal modo di comportarsi degli esponenti politici di centro destra. Due soli esempi, ma se ne potrebbero citare molti altri:
a) è positivo criticare la legge elettorale, definita una "porcata" dallo stesso ideatore e cioè Calderoli, soprattutto, ma non solo, perchè si basa sulle cosiddette liste bloccate tramite le quali le segreterie dei partiti nominano coloro che entreranno a far parte del Parlamento che non possono essere considerati veramente degli eletti dal popolo, ma sarebbe stato necessario che i partiti di centro sinistra che criticano quella legge avessero utilizzato lo strumento delle primarie per far scegliere i candidati agli elettori superando così questo profondo limite della "porcata" di Calderoli, ma nessuno di quei partiti lo ha fatto
b) è giusto criticare il modo di governare a livello nazionale da parte del centro destra basato anche sul soddisfacimento degli interessi di coloro che sono molti vicini agli esponenti di quell'area politica ma sono stati e sono tanto diversi i metodi di governo adottati, da anni, da parte delle amministrazioni locali guidate dal centro sinistra?
Pur considerando tutto ciò è necessario criticare fortemente le azioni di Berlusconi perchè, soprattutto negli ultimi mesi, almeno questa è la mia opinione, è stato superato ogni limite (e non mi spingo a citare degli esempi per brevità ma penso che tale mia opinione sia ampiamente condivisibile).
E vengo all'ultima parte del mio post, leggendo la quale dovrebbe essere comprensibile il titolo da me scelto.
La manifestazione del 5 dicembre può, deve, essere la prima tappa di un impegno collettivo rivolto non soltanto a sconfiggere Berlusconi che, alla fine, cadrà (al limite per ragioni naturali anche perchè mi sembra che il suo medico personale non sia più Scapagnini il quale peraltro è stato colpito da un infarto un po' di tempo fa e quindi non dispone nemmeno lui di un elisir di lunga vita...).
Ma la eventuale caduta di Berlusconi non determinerà automaticamente la sconfitta del berlusconismo.
Che cosa intendo per berlusconismo? In breve, in altri post potrò approfondire la questione, per berlusconismo intendo l'ampia diffusione, soprattutto tramite l'utilizzo dei mass media televisivi, non solo quelli privati ma anche quelli pubblici, di modelli culturali, di modelli di comportamento, tendenti ad appiattire il livello culturale di ampi strati della popolazione italiana e a promuovere incessantemente l'obiettivo di perseguire, senza alcuna remora, gli interessi personali, lasciando perdere completamente gli interessi collettivi, berlusconismo che è stato alla base dei successi elettorali del centro destra.
E se si è d'accordo con il fatto che il "nemico" maggiore non è tanto, o soltanto Berlusconi, ma soprattutto il berlusconismo, è del tutto evidente che l'impegno da profondere da parte di chi vuole opporsi al berlusconismo, ammesso che lo si voglia fare realmente e non si voglia semplicemente sostituirsi a Berlusconi inventandosi un Berluschino di centro sinistra, è molto più grande di quello necessario per far cadere Berlusconi.
E forse la manifestazione del 5 dicembre può essere il primo passo di questo impegno, assolutamente necessario, per combattere, e vincere, il berlusconismo. Almeno io lo spero molto che la manifestazione, oggettivamente, assuma anche questo significato, al di là delle iniziali intenzioni dei promotori e dei partiti che successivamente hanno aderito, i cui rappresentanti, è bene precisarlo, non parleranno al termine del corteo sul palco di piazza San Giovanni.
P.S.: peraltro la manifestazione ha dimostrato anche che il Pd, partito al quale ancora aderisco, è sempre quanto meno in uno stato di forte incertezza sulle linee politiche da seguire ed è anche contraddistinto di nuovo da una continua oscillazione fra posizioni diverse. Bersani non sembra essere, almeno fino ad ora, anche se è ancora presto per formulare un giudizio definitivo, in grado di promuovere una svolta radicale rispetto al passato nel modo di essere del Pd.
Paolo Borrello









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