di Fausto Cerulli
Ora, ora che il desiderio
cammina con le tue lunghe
morbide gambe, e con il tuo
ventre teso nella offerta,
e la tua voce, sola la tua,
sa dire la voglia che varca
la soglia indicibile, ora
il mio cuore si sente assai
stanco. Sul lenzuolo
candido spicca il nero
del tuo pube. I tuoi capelli
chiamano la mia mano
sinistra alla carezza, se la destra
stringe un capezzolo.
Mi chiedi le labbra
sul fiore del ventre,
umido di amorosa
rugiada. Io ora ti vorrei
soltanto rosa, o morbido
pendulo glicine.
Qualche odio ti lega
lo sguardo, tu sei
la mai sazia.









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