\\ Home Page : Articolo : Stampa
Delitto di Capodimonte: Melaragni accusato di omicidio volontario

La ricostruzione degli inquirenti: lei rifiuta la convivenza, lui la uccide

di Stefania Moretti

CAPODIMONTE – Un proiettile mortale l’ha colpita al torace, vicino al cuore. Gli altri due sono finiti uno contro il muro, l’altro nella gamba destra della vittima.

Tre colpi sono partiti dalla Beretta calibro 9 di Settimio Melaragni, agente immobiliare accusato di aver ucciso la sua compagna, Daniela Nicoleta Hatmanu,cittadina romena 37enne.

L’uomo si sarebbe difeso dicendo di aver sparato perché aveva sentito dei rumori e temeva fossero entrati dei ladri in casa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, però, sarebbe andata diversamente.

Melaragni si sarebbe recato a Fiumicino a prendere la Hatmanu, che arrivava da Palermo (città in cui abitava). I due avrebbero cenato insieme, dopodichè lui le avrebbe proposto di lasciare la Sicilia per trasferirsi a Capodimonte. Per il lavoro, nessun problema: l’avrebbe assunta in una delle sue agenzie immobiliari.

La donna, però, non avrebbe acconsentito alla proposta. Allora Melaragni avrebbe perso il controllo e fatto fuoco, ammazzandola.

A nulla sono serviti i suoi tentativi di difendersi, negando di aver ucciso volontariamente. Né lo hanno salvato le dichiarazioni del suo avvocato, Walter Billi, che ha parlato di “tragica fatalità” e sottolineato quanto la coppia fosse affiatata.

Dopo un interrogatorio durato più di tre ore, a Melaragni è stata confermata la custodia cautelare in carcere per omicidio volontario.

 (del 02/02/2008 in Cronaca)