Lo speciale di oltre 40 pagine farà conoscere la Tuscia viterbese a milioni di passeggeri in volo con Alitalia
VITERBO - La Tuscia decolla: nel numero 311 del mese di agosto della rivista Ulisse, mensile di bordo dell'Alitalia, è pubblicato uno speciale su Viterbo e la Tuscia". Ad annunciarlo è l'assessore al Turismo della Provincia di Viterbo, Andrea Danti.
"Siamo riusciti - continua - a portare a compimento un progetto di promozione turistica molto importante. Lo speciale di oltre 40 pagine sulla rivista Ulisse farà infatti conoscere la Tuscia viterbese a milioni di passeggeri in volo con Alitalia. Il periodico è a disposizione in ogni posto dei circa 180 aerei che nel mese di agosto voleranno con la compagnia di bandiera. Inoltre, la rivista viene inviata a tutte le ambasciate e agli uffici delle Camere di Commercio italiane all'estero. Secondo una prima stima, scalcola che sarà letta da circa 5 o 6 milioni di persone".
"Un veicolo pubblicitario così autorevole ci farà raggiungere anche il pubblico straniero - riprende l'assessore Danti - dal momento che la rivista è anche in lingua inglese. Non possiamo che essere orgogliosi della nostra terra e fiduciosi per il futuro turistico della nostra provincia. Lo speciale dedicato a Viterbo offre infatti al turista tutti quei temi per i quali la Tuscia può e deve attrarre sempre di più il visitatore e, per dirla come l'editoriale, 'la Tuscia, ricca di risorse storiche, archeologiche ed ambientali, è uno di quei viaggi che ha il pregio di contenerne molti altri'".
"Desidero ringraziare - conclude Andrea Danti - l'editore Alitalia Compagnia Aerea Italiana spa, e naturalmente tutti gli operatori turistici della Tuscia che giornalmente ci spronano a fare sempre meglio per agevolare il loro difficile lavoro in un momento economico non proprio facile".
La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata alla Provincia entro l'11 ottobre 2010
VITERBO - "È con grande soddisfazione che posso comunicare che il progetto Bando per l'accesso al fondo per la creatività, redatto dalla Provincia in collaborazione con la Camera di commercio di Viterbo, e presentato alla Regione Lazio, è stato approvato". Ne dà notizia l'assessore provinciale alle Attività Produttive, Franco Simeone.
"La Provincia potrà quindi disporre di un finanziamento regionale di 50mila euro" spiega. In questi giorni, la nota del dipartimento "Economico occupazione - direzione regionale Attività produttive" ha infatti comunicato a Palazzo Gentili l'approvazione del progetto e la conferma di quell'impegno finanziario.
"Questi fondi - spiega l'assessore Simeone - saranno assegnati, tramite bando, alle piccole e medie imprese meritevoli che presenteranno alla Provincia un progetto, contemporaneamente creativo e innovativo, nei settori dell'audiovisivo, delle tecnologie applicate ai beni culturali, dell'artigianato artistico, del design, dell'architettura, della musica e di altre attività similari. Voglio ricordare infatti che il bando, già pubblicato online nel link 'Avvisi pubblici' sul sito della Provincia (www.provincia.vt.it), ha lo scopo di sostenere gli aspiranti imprenditori e le attività imprenditoriali avviate da poco, al massimo tre anni, ed incentivare, anche sulla scia dell'anno europeo della creatività e dell'innovazione, le nuove idee e le iniziative progettuali relative non solo ai settori riconosciuti come tradizionalmente creativi, vale a dire le arti figurative e performative, ma anche l'ambito della ricerca tecnologica."
"L'innovazione e la creatività - seguita Franco Simeone - sono elementi essenziali per il rilancio dell'economia del territorio, per trovare soluzioni creative ai problemi di oggi e incoraggiare i progetti innovativi e ambiziosi a vantaggio della società. L'iniziativa vuole essere trasversale, comprendendo settori di attività quali la cultura, i media, la ricerca, così da poter incentivare le industrie creative nella nostra città e migliorare il posizionamento di Viterbo tra le aree creative."
La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata alla Provincia l'11 ottobre 2010, al seguente recapito: Provincia di Viterbo, Settore XI, 01100 Viterbo.
Nel caso di presentazione delle domande a mezzo di raccomandata A.R., il plico dovrà contenere fotocopia di un documento di identità, in corso di validità, del sottoscrittore e recare sul retro la dicitura: Contiene progetto per l'accesso al fondo della creatività.
Nel 2009 destinati 3,72 milioni di euro alla promozione e sostegno del sistema economico della Tuscia
VITERBO - Pubblicata dalla Camera di Commercio di Viterbo la sesta edizione del Bilancio Sociale, momento conclusivo di un processo che consente di verificare e rendicontare gli aspetti economici e le attività svolte per il 2009. Viene così offerto un quadro chiaro e riepilogativo sui risultati raggiunti dall'Ente camerale nella sua funzione istituzionale di strumento di governo del territorio, che agisce nell'interesse generale dell'economia provinciale.
"Questa edizione del Bilancio sociale - spiega Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - testimonia l'impegno e le azioni svolte a favore del sistema imprenditoriale locale, soprattutto in una fase caratterizzata dagli effetti della crisi economica. In particolare emerge lo sforzo compiuto per elevare le risorse destinate al sistema economico produttivo, cresciute di circa il 19% rispetto al 2008".
Andando ad analizzare il rendiconto economico emerge che nel 2009 ammonta a 5,356 milioni di euro l'importo destinato complessivamente dall'Ente camerale e dall'Azienda speciale CeFAS a progetti e servizi per il sistema socio-economico locale.
Nel dettaglio, tali risorse sono state rivolte prevalentemente alla promozione 3,72 milioni di euro (69,44%) e ai servizi amministrativi con 1,1 milioni di euro (20,61%). Tra le iniziative di promozione e sostegno si evidenzia l'incidenza delle attività di marketing territoriale e di sviluppo locale (43,84%), per accesso al credito, finanza e contributi alle imprese (19,21%) e di innovazione (12%).
LA RELAZIONE SOCIALE
Analizzando nel dettaglio le attività svolte nel 2009 emerge lo sforzo intrapreso dell'Ente camerale per l'innovazione e la semplificazione dei servizi, a partire dal Registro delle Imprese. Tutto il sistema anagrafico dell'imprenditoria provinciale è stato informatizzato per essere consultato direttamente dalla propria azienda. Grazie alla firma digitale e attraverso la sottoscrizione di un'apposita convenzione, "Telemaco Pay" (ne sono state rilasciate 325), oggi è possibile presentare una pratica alla Camera di Commercio attraverso l'invio telematico.
Rispetto all'attività istituzionale relative al comparto agricolo si è rilevata una contrazione del numero di scritti agli Albi anche se è aumentata, a esclusione della DOP Canino, la superficie dei terreni: Albo dei Vigneti DOC (1.005 iscritti) ed Elenco Vigne IGT (1.047 iscritti), Albo Oliveti DOP Canino (1.026 iscritti) e DOP Tuscia (157 iscritti). Al debutto, invece, le DOP Castagna di Vallerano (45 iscritti) e DOP Nocciola Romana (8 iscritti).
Per la Regolazione del mercato nel 2009 sono state registrate 185 domande di conciliazione e 182 depositi di marchi, 6 invenzioni, 4 disegni e modelli, 9 modelli di utilità.
Sul fronte del marketing territoriale e sviluppo locale, al fine di sostenere iniziative di Enti e organismi impegnati nella valorizzazione del territorio e nel marketing territoriale sono stati erogati 1,63 milioni di euro.
Il Marchio collettivo Tuscia Viterbese, il marchio a ombrello destinato a raccogliere ai fini di garanzia di qualità e di promozione integrata le migliori produzioni della provincia, ha raggiunto la cifra di 140 imprese licenziatarie di cui 31 accreditate nell'anno 2009 per un totale di 15 disciplinari. Sono state inoltre realizzate verifiche aziendali presso 15 licenziatari del marchio con esito positivo per gli aspetti organolettici e di processo produttivo con qualche pecca, invece, per quanto riguarda l'immagine del Marchio.
Rilevante è stata l'attività promozionale svolta, insieme alla Provincia di Viterbo, per far conoscere le iniziative delle Feste del vino, della castagna e dell'olio della Tuscia che ha visto coinvolti 15 Comuni.
Allo scopo di favorire la partecipazione delle imprese alle manifestazioni fieristiche nazionali sono stati destinati 254mila euro, con la presenza di 300 aziende per un totale di 12 fiere.
Sempre in tema di promozione e sviluppo del sistema economico locale per l'internazionalizzazione le azioni hanno riguardato: il sostegno alla partecipazione di 15 imprese a 3 manifestazioni fieristiche estere; la gestione dello Sportello provinciale di Sprint Lazio promuovendo la partecipazione delle imprese a una serie di eventi tra cui il seminario sui mercati del Sud-Est Asiatico e sugli Stati Uniti, l'incoming di buyer e giornalisti del settore agroalimentare dei Paesi Scandinavi e Repubbliche baltiche e il workshop turistico internazionale Buy Lazio.
Il sostegno alle imprese ha riguardato anche l'ambito creditizio in favore delle piccole e medie imprese, attraverso il finanziamento ai Consorzi Fidi di un contributo di 500mila euro, ai quali si sono aggiunti 150mila euro da parte della Provincia di Viterbo.
Sul fronte del turismo sono stati erogati incentivi per 70mila euro per pacchetti turistici destinati a 14 imprese ed è stato avviato il nuovo progetto "Welcome in Tuscia", diretto a sviluppare un modello di turismo integrato che vede abbinare alle offerte di soggiorno manifestazioni culturali, eventi di elevata attrazione turistica e degustazioni di prodotti tipici.
L'attenzione della Camera di Commercio di Viterbo all'uso di nuovi strumenti e conoscenze ha portato ad azioni mirate sull'innovazione e il trasferimento tecnologico e sulla diffusione della responsabilità sociale, a fronte di una spesa di circa 444mila euro di cui 169mila euro destinati a contribuzioni alle imprese per certificazioni SOA e Qualità.
Naturalmente non sono mancate iniziative più marcatamente destinate all'imprenditoria femminile e al mondo giovanile in stretto rapporto con il locale sistema scolastico e con l'Università degli Studi della Tuscia.
Per la comunicazione ed e-government l'Ente camerale ha consolidato lo strumento di direct marketing del CRM (Customer Relationship Management) che permette di offrire agli utenti registrati servizi informativi specializzati, utilizzato nel 2009 per 153 campagne informative e promozionali. Inoltre sono state prodotte diverse pubblicazioni, tra cui il Bilancio sociale, il Polos-Rapporto annuale sull'Economia della Tuscia, depliant di promozione dei prodotti tipici e del territorio, i periodici camerali "Tuscia economica" e "Supplemento semestrale della Tuscia Economica".
di Fausto Cerulli
Abita ancora questa landa,
deserta solo a chi non sa vedere
o non vuole. Lui scava ancora.,
il torso nudo sotto il sole
cocente etrusco di un agosto
ammazzato dalla morte di dopo.
Lui conosce le pietre, sorride
al loro essere vive della vita
che lui concede loro con le dita
ferite dalla roccia. Questo agosto
sarebbe atroce veramente, anche
le stelle sarebbero lagrime feroci,
se lui non fosse qui, spietato
il suo sorriso a se stesso, dolce
agli altri, fortunati ad averlo
molto amato. Credo davvero
che questo luogo sia per sempre
sacro: e che lui sia lucumone,
fatto saggio da una morte cattiva.
Vivo sempre come il vino di tufo
del banchetto finale. Fate la luce
immensa, lui .suonava alla storia,
noi dobbiamo bere alla memoria
di lui, uomo senza memoria,
tutto sempre futuro a se stesso,
a noi, a questi fantasmi sazi
di poca morte. Ti sia notte
la notte, e dolce il sonno.
Perdonaci se siamo ancora
vivi, suona lo strazio del tuo
sax, in questa festa pagana,
inappagata.
Il 10 e il 14 agosto previste due amichevoli contro Narnese e Montalcino
ORVIETO - E' tempo di preparazione atletica per i calciatori bianco-rossi che, agli ordini di Mister Marini (nella foto), si stanno allenando nello stadio di castel Giorgio. L'allenatore sta visionando molti giocatori giovani (Pecchi, Vladimir, Snajder ecc.) e sta preparando la squadra in vista del primo impegno agonistico stagionale di Coppa Italia previsto per il 22 agosto. Si stanno allenando anche i giovani provenienti dalla Juniores (Lanzi, Crisanti, Muccifori, Burchielli) in ossequio alla scelta della società di puntare sui giovani. Il DS Matteo Porcari sta cercando un difensore centrale, magari un uomo d'esperienza, da affiancarea Nuccioni e Ciccone. I bianco-rossi scenderanno in campo in amichevole a Castel Giorgio martedì 10 agosto, alle ore 17, contro la Narnese e il 14 agosto, alle ore 10 della mattina, contro il Montalcino. Intanto la Lega Nazioanle Dilettanti ha comunicato i nomi delle società ripescate in serie D e fra queste figurano anche Sporting Terni e Voluntas Spoleto. Durante la prossima settimana si conoscerà la composizione dei gironi e, molto probabilmente, le tante squadre umbre verranno incluse in gironi diversi.
La nomina del Sindaco di Castel Viscardo a capo dell'Ambito 12 rende il giusto merito politico alle sue capacità personali e diplomatiche ma l'esclusione della Città di gran lunga più importante costituisce l'unico inspiegabile caso in Umbria ed apre un caso politico pesante
di Fausto Ermini Gruppo Consiliare "PDL - Il Coraggio di cambiare" Comune di Castel Viscardo
CASTELVISCARDO - Come Minoranza consiliare ci complimentiamo vivamente con il nostro Sindaco di Castel Viscardo.
La sua recentissima nomina infatti a Capo dell'Assemblea dei Sindaci dell'Ambito 12 :
· Rende il giusto merito politico a capacità personali e diplomatiche costantemente dimostrate e sicuramente utili anche in questa occasione.
· Rappresenta per il Comune di Castel Viscardo un'occasione importante dal punto di vista della visibilità e delle opportunità amministrative.
Cambiano però diametralmente le conclusioni e crescono le preoccupazioni, dal punto di vista della valenza territoriale sotto il profilo socio/sanitario.
Aver bocciato la candidatura del Sindaco di Orvieto per motivi squisitamente politici può penalizzare infatti duramente tutto un esteso territorio anche perché :
· L'emarginazione, decisa per miopi calcoli periferici di partito, stride assurdamente con dimensioni, contesti e logiche più elementari.
· L'esclusione della Città di gran lunga più importante costituisce l'unico inspiegabile caso in Umbria ed apre un caso politico pesante.
· L'indebolimento di fatto prodotto espone ancora più a rischio rappresentatività e servizi verso poteri forti ternani e perugini.
L'ultima festa a capitolare è stata quella che il comitato San Giovanni organizzava ogni anno nella piazzetta omonima
di Radames Petti
BOLSENA - Non che la concorrenza dei comuni limitrofi fosse troppo agguerrita, in realtà. Anzi, Bolsena partiva già con un discreto vantaggio dovuto al suo ridicolo calendario estivo, con in cartellone solo qualche concerto per oboe e controfagotto, l'esecuzione dei quali è stata spostata presso il Piccolo Teatro Cavour dal San Francesco nel tentativo di dare l'impressione del tutto esaurito (una cinquantina i posti a disposizione.)
Comunque gli amministratori bolsenesi sono riusciti a sbaragliare definitivamente la concorrenza facendo in modo di annullare dall'alto anche quelle poche manifestazioni che nascevano dall'iniziativa spontanea di associazioni e comitati di quartiere. L'ultima festa a capitolare è stata quella che il comitato San Giovanni organizzava ogni anno nella piazzetta omonima, dove per tre giorni, se non altro, le serate erano animate da frittelle, vino e musica. Dove i turisti di stanza a Bolsena potevano, per una sera, evitare di prendere l'auto e recarsi nei paesi limitrofi per evitare lo "sbadiglio" serale.
Quindi non solo non si mettono in bilancio soldi per organizzare un calendario estivo degno di una città che ama definirsi a vocazione turistica, ma si arriva addirittura a boicottare i tentativi spontanei dei comitati di dare una svegliata ad un'estate da "paese in coma".
E' chiaro poi che ci siano sfoghi come quello di una signora che ha giustamente descritto Bolsena come un posto dove non si può fare a meno di annoiarsi, che è tutta una facciata, che non ha senso venirci, che sta morendo.
E dire che anche l'ex sindaco Equitani, nell'ultimo consiglio comunale, ravvedendosi in parte, aveva riconosciuto la necessità di ampliare e variare l'offerta di eventi per incentivare i turisti a rimanere a Bolsena anche la sera, dopo che il sole è tramontato e i bagni al lago sono stati fatti.
Ma tant'è: evidentemente il nuovo sindaco vuole dimostrare di essere più bravo del suo predecessore nel togliere a turisti e visitatori validi motivi per visitare Bolsena e restarci.
Così, dopo l'ambito titolo di "Passeggiata dell'anziano 2009" Bolsena aggiunge al suo palmarès anche quello di "Città dello sbadiglio 2010". Un altro grande successo per l'amministrazione comunale.
E intanto a Bolsena, come dice qualcuno, "se more de pizzichi."
una poesia di Fausto Cerulli
Io saprò dirvi dei fiori quando saranno
morti ed io con loro: il gelido profumo
delle camelie, l'insulto del gelsomino
acre e pungente come l'ultimo amore,
lo sconfitto. In questa livida alba
io mi conosco fiore, e mi appassisce
la coscienza di me, quando mi muore
la madre, come è giusto che accada
ai fiori, nel livido tramonto caro
soltanto al dio cattivo che abbiamo
inventato in quella notte ubriaca
di paura., quando la donna accetta
la sua infamia sottile, e si denuda,
come fanno le donne, alla cometa.
Io saprò dirvi dei fiori quando fiori
saranno marci al sepolcro della mia
Margherita, che non fu fiore, e no,,
non fu neppure fango alla sua vita
che fu la nostra vita in una Milano
giustamente crudele con gli offesi.
Adesso i fiori fanno gioco di vita
edi profumo, ma Margherita morta
fa spariglio.
Due opere dell'artista aquesiano in mostra alla World Fine Art Gallery
ACQUAPENDENTE - L'artista aquesiano Michele Panfoli esporrà le sue opere alla World Fine Art Gallery di New York all'interno della "ITALART 2010", la rassegna sugli artisti contemporanei in Italia, che si svolgerà dal 18 al 29 agosto. Panfoli è stato selezionato dalla galleria "IMMAGINI SPAZIO ARTE" di Cremona, insieme ad altri 16 artisti scelti in tutta Italia per partecipare a questo grande evento che viene ospitato ormai da sei anni alla galleria newyorkese.
In mostra opere principalmente ad olio e acquerello, rigorosamente su carta, requisito fondamentale richiesto dalla galleria di New York per il crescente amore dei newyorkesi per questo materiale e per le limitate dimensioni che questa città, fatta di micro appartamenti, impone su un'eventuale vendita.
Michele Panfoli sarà presente alla mostra con due delle opere più significative della sua ultima collezione. Si tratta di due inediti abbozzi preparatori per le "X scomposizioni sulla passione" mostrate per la prima volta al completo nella sua personale di Berlino dell'ottobre scorso, collezione composta da 10 tele 90 x 90 cm ad olio dalla tecnica ipermoderna ma che si rifà agli abbozzi preparatori dei pittori del '600, quasi a voler creare un necessario ponte spazio temporale tra il classico e il moderno per giungere all'attuale. Ponte temporale che è stato apprezzato anche dal prof. Vittorio Sgarbi durante la mostra che Michele Panfoli ha presentato a febbraio a Villa Benzi-Zecchini a Caerano di San Marco (Treviso).
Le opere cartacee con cui Michele Panfoli prenderà parte alla rassegna newyorkese sono: "La passione divina (The Divine Passion)" 29,70 x 21 cm tecnica mista su carta, e "L'ispirazione (The Ispiration)" 29,70 x 21 cm tecnica mista su carta.
"È il coronamento di un sogno - dice Panfoli - quello di poter esporre a New York e in una galleria così prestigiosa come la World Fine Art Gallery, che da anni è attenta a quello che accade nel panorama mondiale dell'arte, una galleria che si trova a pochi minuti a piedi da Central Park, situata nella zona delle gallerie di New York, nel cuore pulsante della sua passione creativa".
Le opere della rassegna rimarranno visibili sul sito della galleria newyorkese per ben 4 mesi.
Per collegarsi e assistere alle rassegne della galleria via webcam basta andare sull'home page di www.michelepanfoli.com e cliccare sul link della World Fine Art Gallery.
L'iniziativa avrà luogo domenica 8 agosto a partire dalle ore 21
ORVIETO - Ultimi preparativi per rendere agibile ai visitatori l'area di scavo di Campo della Fiera per l'iniziativa "SOTTO IL CIELO DEGLI ETRUSCHI - Notte bianca al Fanum Voltumnae", in programma Domenica 8 agosto 2010 dalle ore 21 in località Tamburino (l'appuntamento è presso la chiesa nuova di Ponte del Sole).
Patrocinata dal Comune di Orvieto / Assessorato alla Cultura, dal PAAO / Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano, dalla Protezione Civile e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che, anche quest'anno, finanzia l'11^ campagna di scavo condotta dall'Università di Perugia in collaborazione con l'Università di Macerata, la notte bianca al Fanum Voltumnae è un modo insolito e suggestivo per conoscere da vicino gran parte del patrimonio etrusco di Orvieto venuto alla luce nelle campagne di scavo degli ultimi anni dieci anni.
L'ingresso è gratuito.
Per partecipare occorre la prenotazione obbligatoria (tel. 339.7541306). Si ricorda che l'adesione "volontaria" all'evento solleva gli organizzatori da ogni responsabilità.
Il servizio d'ordine sarà assicurato dalla Protezione Civile che sta ultimando gli interventi di supporto per rendere agibile l'area di scavo ai visitatori.
"In analogia con molte altre iniziative di visite notturne a musei e scavi archeologici proposte a livello nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - dice la Prof.ssa Simonetta Stopponi ordinario di Etruscologia e antichità italiche all'Università di Perugia e direttrice dello scavo - questa iniziativa culturale è un modo per riavvicinarci ai monumenti e alla nostra storia. 'Sotto il cielo degli Etruschi' non è una definizione casuale: il ritrovamento nel 2009 di una base di trachite, con ancora conservati i perni necessari a fissare una statua in bronzo, forse una delle migliaia che i Romani sottrassero al Fanum Voltumnae nel 264 a.C. all'epoca della conquista della città etrusca, indica probabilmente in Campo della Fiera il 'luogo celeste' degli Etruschi. L'iscrizione sulla pietra ci dice che la statua fu donata alle dee chiamate Tluschva che abitano nel 'luogo celeste' (nome con cui gli Etruschi indicavano Campo della Fiera) da Kànuta, una donna (serva o liberta, comunque di rango subalterno) andata in moglie ad un signore della cui discendenza vi sono indicazioni a Tarquinia. Questa iscrizione di dedica in lingua e alfabeto etruschi, ottimamente conservata, al momento è uno dei soli tre esempi di doni offerti nel VI secolo a.C. da donne alle divinità presso i santuari etruschi. Orvieto quindi più di ogni altra città etrusca può vantare il 'Luogo Celeste', il 'cielo degli Etruschi'".
"I visitatori, accolti in gruppi di 30 persone - aggiunge - potranno partecipare in modo virtuale ad una giornata di scavo dei nostri giovani archeologi che sono perugini e marchigiani, ma anche delle Università di Firenze, Napoli, Pavia, Roma, Salerno, Viterbo, Venezia e delle Università di Amsterdam, Friburgo, dell'Arizona e di altri Atenei statunitensi. I visitatori saranno aggiornati sulle ultime scoperte di questi giorni. La nostra vera speranza è quella di rendere visibile al pubblico quest'area archeologica vasta e complessa che però necessita di contributi per essere ulteriormente indagata, conservata, valorizzata".
"Il contributo più importante che quest'anno avremmo voluto dare - afferma Giuliano Santelli responsabile della Protezione Civile di Orvieto - era quello della formazione dei volontari rispetto alla gestione dell'emergenza per i beni culturali. Sappiamo bene tutti che, in casi di emergenze ambientali e non solo, i beni culturali di cui il nostro Paese e la nostra Regione sono molto ricchi, subiscono gravi danneggiamenti. Nel caso di un'area archeologica, ad esempio, servirebbe sapere come movimentare il terreno e mettere in sicurezza i reperti rinvenuti. Quest'anno purtroppo sono mancati i fondi per realizzare questo progetto, ma ci attiveremo per il prossimo anno, perché siamo convinti che il 'petrolio' di questo Paese e di questo territorio sono i beni culturali. Anche quella che viene effettuata in questi giorni dai nostri volontari è però un'esperienza significativa. Dopo il maltempo dei giorni scorsi abbiamo sperimentato come va tolta l'acqua da un'area di scavo. Inoltre abbiamo approntato l'illuminazione del sito ed effettuato i lavori per renderlo agibile al pubblico".
"Fa rabbia non poter dire che il Comune si fa carico di tutto quello che sarebbe necessario - dice il Sindaco Antonio Concina - ma ci auguriamo di poter uscire presto e bene d'attuale situazione di difficoltà finanziaria. Personalmente ho visto la meraviglia e la dedizione con le quali questi giovani archeologi provenienti da molte università italiane e straniere, si spendono nel loro lavoro di ricerca affrontando disagi di ogni tipo, a partire da quelli economici. Questo Paese ha una tale carenza di risorse mentre potrebbe vivere di rendita solo mettendo a frutto le risorse culturali che ha. E' con questa consapevolezza che auspico una partecipazione corale da parte degli orvietani a questa iniziativa culturale per la quale desidero ringraziare la Protezione Civile per l'instancabile lavoro che svolge".
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Progetto di ricerca e primi risultati ottenuti nelle dieci campagne di scavo condotte sul sito archeologico di Campo della Fiera.
Il progetto di ricerca si propone di ritrovare il Fanum Voltumanae il famoso santuario federale degli Etruschi, ricercato sin dal XV secolo, dove si riunivano ogni anno i rappresentanti delle dodici più importanti città, sotto la protezione del dio Tinia-Voltumna per celebrare feste religiose connesse con fiere e mercati e con giochi atletici e spettacoli teatrali. Da alcuni decenni la critica più aggiornata, grazie ad indicazioni derivate da testi letterari ed epigrafici latini, pensa infatti che il santuario si trovi ad Orvieto nella vasta località ai piedi della rupe denominata Campo della Fiera perché fino al secolo scorso sede di mercati di bestiame. Sul finire dell'Ottocento, in quest'area vennero condotti scavi affrettati che misero in luce alcuni resti murari e terrecotte architettoniche subito vendute ed oggi conservate al Pergamon Museum di Berlino.
I risultati raggiunti in dieci anni scavi, tutti di grandissimo interesse scientifico, documentano l'importanza storica di un sito che dalla metà del VI secolo a.C. fu l'importante santuario federale etrusco, divenendo poi luogo di culto romano e continuando in epoca cristiana e medievale, quando fu sede della chiesa di San Pietro in vetere. Una funzione di luogo sacro che ebbe lunghissima vita perdurando per 1900 anni, fino alla Peste Nera del 1348.
Lo scavo interessa ormai più di tre ettari di superficie, a dimostrazione dell'estensione e della rilevanza dell'area occupata dai resti archeologici: materiali e strutture testimoniano che, a prescindere da alcuni frammenti di VIII sec. a.C., è stata ininterrottamente frequentata dalla metà del VI sec. a.C. al XIV sec.
Alla quota più elevata dello scavo sono emerse strutture relative ad una fontana circolare e all'imponente basamento di un edificio etrusco. Nella zona a quota inferiore sono state portate alla luce due imponenti strade basolate etrusche:
- l'una, larga cinque metri, scoperta finora per circa 50 metri e databile alla prima metà del III sec. a.C., assicurava il collegamento fra Orvieto e Bolsena, come poi toccherà alla strada romana trovata poco più a nord dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria e, più tardi, alla strada medievale del Tamburino;
- l'altra, larga sette metri, era funzionale al santuario costituendo un percorso sacro. Venne impostata su un precedente percorso viario basolato di epoca arcaica. Lungo il lato occidentale sono collocate a distanze irregolari sottobasi di altari o di statue. Il piano di calpestio venne in seguito rialzato ed in epoca romana venne intercettato da un muro in reticolato lungo 70 metri, a fianco del quale furono costruite strutture termali. Negli strati che formano il rialzamento sono stati rinvenuti altari etruschi, frammenti statuari in marmo greco, protomi di leone e di ariete e numerose terrecotte architettoniche: fra queste un frammento combacia con uno dei pezzi conservati a Berlino, dimostrando che le indagini attuali insistono nelle stesso luogo degli scavi ottocenteschi.
Nei pressi della Via sacra si colloca il basamento di un grande edificio arcaico: il piano pavimentale esterno conteneva i frammenti di un'anfora greca e un deposito di lamine di bronzo attribuibili ad un carro. A Est della via Orvieto-Bolsena si trova un recinto sacro fornito di due pozzi e, al centro, occupato da un tempio ripavimentato nell'epoca di Augusto. Il recinto fu sede privilegiata, sia in epoca etrusca che romana, di cerimonie come mostrano alcuni depositi sia etruschi che romani. In questa zona gli archeologi hanno rinvenuto numerosi frammenti di vasi greci, in particolari crateri e coppe di grandi dimensioni e di elevata qualità, da considerare ex-voto offerti al santuario. Sono stati trovati, inoltre, bronzetti votivi di offerenti, una matrice in terracotta ispirata a modelli dell'Italia meridionale, numerose monete romane con una straordinaria continuità fino ad età costantiniana; e poi un conio di zecca punico-sicula ed un altro di Tebe a testimonianza della frequentazione del sito da parte di non Etruschi.
Ad Est del tempio sono affiorati due altari, l'uno in tufo, l'altro in trachite che nelle decorazioni richiama il donario a Sant'Omobono di Roma di Fulvio Flacco, il vincitore di Orvieto. Ad ovest dell'altare in tufo è emerso un tesoro intatto contenente 221 monete di bronzo e d'argento dal II sec. a.C. al VI sec. a.C. Tutt'intorno numerosi strati di bruciato rappresentano i resti di sacrifici e contengono minuti resti ossei e frammenti ceramici. E' stato rinvenuto anche il fondo di una coppa in bucchero al cui interno è graffita la parola apas che significa "del padre" e si riferisce a Tinia, il più importante dio etrusco. All'interno di una struttura quadrangolare sono emersi vasi attici (fra cui una brocca configurata a testa di Dioniso), a vernice nera (fra i quali un vaso a forma di ariete) e di importazione apula, inoltre vasi e basette che ancora conservano il piombo che legava le statuette in bronzo. In una base vi sono ancora infissi tre bronzetti, mentre una grande base conserva un'iscrizione etrusca di dedica. In asse con le pareti laterali del tempio sono emerse due basi di colonne: adagiato sulla base settentrionale ed intenzionalmente sepolto è stato rinvenuto intatto il busto marmoreo di un imperatore romano, rinvenuto nel 2008 e ipoteticamente identificato dal Prof. Filippo Coarelli in quello di Geta, oggi restaurato ed esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia e destinato a tornare presto ad Orvieto.
Per tutta l'epoca imperiale l'area all'interno del recinto continuò ad essere frequentata mantenendo la sua funzione di luogo di culto. I resti delle strutture vennero poi cancellati da un consistente strato che segna l'abbandono della zona probabilmente in seguito all'Editto di Tessalonica del 380 che pose fine ai culti pagani. Iniziò allora la nuova stagione cristiana che a Campo della Fiera impose di seppellire al di fuori del vecchio recinto pagano, come mostrano le deposizioni che hanno intaccato il lungo muro in reticolato. La nuova stagione è testimoniata in strutture in laterizio, cui sono da attribuire resti di mosaici in bianco e nero di età tardo-antica, erette su preesistenti murature in reticolato e in conci di taglio etrusco. In questa zona la frequentazione per culto proseguì ininterrottamente come mostrano rilievi del IX secolo e la costruzione della chiesa di San Pietro in vetere, così - significativamente - denominata nei documenti medievali di Orvieto e finora considerata perduta. Le ultime menzioni, relative al XIV secolo, chiaramente coincidono con il rinvenimento di una sepoltura multipla da collegare alla Peste Nera del 1348.
Sommando le diverse presenze risulta che la zona di campo della Fiera è ricchissima di evidenze archeologiche estese su un'ampia area a formare un formidabile palinsesto. I rinvenimenti finora effettuati indicano l'esistenza di edifici di età etrusca e romana e di pregevoli terrecotte a destinazione sacra. La presenza di opere infrastrutturali, di organizzazione urbanistica rivelano inoltre la continuità d'uso e di funzione del sito frequentato ancora dai fedeli del Medioevo.
Quanto finora scoperto si adegua alle notizie che si hanno del Fanum Voltumnae: questa opinione è condivisa da eminenti archeologi. La scoperta è stata diffusa ovunque dai mass-media e presentata in sedi scientifiche italiane e straniere, da ultimo a Chicago, Amsterdam e Oxford.
Dal 2006 l'area di Campo della Fiera costituisce un eminente fulcro del "PAAO / Parco Archeologico e Ambientale dell'Orvietano". Molto ancora rimane da fare soprattutto a tutela e salvaguardia delle importantissime strutture emerse, degne della valorizzazione più adeguata sia a livello culturale che turistico.
La nuova campagna di scavo 2010 che si chiuderà il prossimo 13 agosto apporterà ulteriori risultati scientifici ed opportunità didattiche ed arricchirà il patrimonio culturale della città di Orvieto e dell'Umbria. Quanto è stato e sarà messo in luce costituisce infatti un contributo alla conoscenza della storia e alla valorizzazione delle emergenze archeologiche di Orvieto e rappresenta un polo di riferimento e un punto di forza nell'ambito del PAAO.









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